Quando le tue vacanze estive in Calabria possono definirsi “divine”

Quando le tue vacanze estive in Calabria possono definirsi “divine”

Attraversa la quasi totalità del litorale di Vibo Valentia, delimita il cosiddetto “corno di Calabria”, un lungo tratto della costa tirrenica meridionale, il suo nome, vagamente epico, è “Costa degli Dei”. A lungo si è cercata un’origine leggendaria nell’etimologia di questo appellativo altisonante. Alcuni studiosi presumono che esso derivi dalla fondazione di Tropea, indicata “storicamente” come uno dei porti di Ercole. Ma essendo Ercole un semidio vengono a mancare i presupposti di questa azzardata associazione.
Reinterpretiamone allora il significato in chiave moderna. Immaginiamo un turista steso in terrazza sul mare, all’ombra di ulivi secolari, godendosi una meravigliosa vista su Stromboli dalla sua camera d’albergo di un villaggio vacanze di lusso a Tropea. Come dovremmo definirlo quest’uomo se non un dio (seppur a tempo determinato)?
E ancora, proiettiamoci adesso verso un’immagine più rurale: una turista che sorseggia il suo cocktail sul bordo di un’enorme piscina attrezzata, nel suo resort con chalet a Briatico, a poche centinaia di metri dal porticciolo turistico dove è possibile usufruire del servizio navetta che dal residence nella baia conduce alle più vicine spiagge bianche della zona. Come dovremmo definirla questa donna se non una dea (sebbene anche lei rigorosamente a tempo determinato)?
Alla luce di queste ricostruzioni fantasiose nella descrizione ma reali nelle possibilità, “Costa degli Dei” non vi appare ora come il nome più adatto con cui indicare località balneari quali le già citate Tropea e Briatico, o le altrettanto incantevoli Zambrone e Parghelia?